mercoledì 30 dicembre 2009

Siamo io e le dolcezze delle cinque di mattina, nell'insonnia di una notte in cui si e' scoperto di aver regalato i fiori migliori al giardino sbagliato.

martedì 29 dicembre 2009



E quando le notti di Settembre divennero notti di Ottobre, varie vicissitudini mi portarono a dormire in letti nuovi, ad ascoltare musica anni '60, a chiudere gli occhi quando il giorno li apriva.
Quando le notti di Settembre divennero notti di Ottobre, il telefono non suonava già più.
Quando le notti di Settembre divennero notti di Ottobre eravamo rimasti soli in una città a forma di emme.

lunedì 28 dicembre 2009

Con gli occhi ubriachi e i baschi in testa abbiamo ballato per minuti che erano ore, ore che erano giorni, giorni che erano infinite notti, notti che erano una vita intera.
Con i capelli disfatti cercavamo una farmacia per non avere bambini entro nove mesi, con l'acqua in faccia e la neve nelle scarpe, con le ciglia condensate e i cappucci alzati, con i poliziotti intorno e il fumo nei calzini, con i cuori in mano e le mani in tasca.

domenica 27 dicembre 2009

Prendi le tue pillole.

Ricordati a stomaco pieno mattina e sera e a meta' mattinata e a meta' pomeriggio prendi l'altra pillola, a stomaco vuoto, tra sei giorni il prossimo trattamento, ho pianto parecchio.
Qualcuno un giorno mi ha detto che un bacio sporco sa spogliare il cuore dai demoni ma io credo che poi quei demoni ritornino, con prepotenza.
Qualcuno un giorno mi ha detto di volere una pelle splendida, mi ha detto che ci sono pensieri superficiali che la rendono tale e io ci credo.
Qualcuno un giorno mi ha detto che l'amore e' una patologia, e credo anche a questo.

Qualcuno un giorno mi ha detto che ero bella vestita di lividi.
Guardarmi intorno a volte mi fa venire voglia di smettere di respirare e finalmente sono riuscita a dirti cosa significa quando ti dico che ho paura di morire.
Certe notti ti addormenti e io resto sveglia, certe notti sei sveglio ma è come se dormissi, certe notti mi fai capire che non è reale niente di ciò che penso, certe notti sembra che tu faccia parte d'altro rispetto a noi.

Gli innamorati.

E mi sono svegliata col buio e il buio mi appariva più chiaro del solito, poi ho notato tutta quella neve. Pensavano tutti che non sarei uscita di casa perchè odio quella merda ma invece l'ho fatto perchè mi mancavi tu e dovevo finire il progetto e tutte le solite cose e così la notte hai dormito qui e ci siamo svegliati che c'era ancora più bianco intorno, ci hanno accompagnato in macchina. E la sera dopo ho dormito io da te e non sono più riuscita a tornare a casa per due giorni e mezzo. Treni bloccati, mattinate di acqua nell'aria che rovina i caschetti nascosti nei baschi toglie luce all'arancio dei capelli e abbassa i ricci. Così hai capito che ti sarei mancata e l'ho visto che avevi gli occhi lucidi prima di partire non mentire. Proprio tu che ne parlavi con parole leggere, proprio tu che tra sei mesi te ne andrai per sempre e lo sai bene che siamo un grande sbaglio un grande attimo di stallo una passeggiata che va da autunno a primavera e poi sparirai lasciandomi in questa città a forma di emme.
Ho iniziato a prendere le mie medicine quattro volte al giorno e tra sei giorni toccherà anche alle creme e tra poco toccherà anche a te e le cose non fanno altro che peggiorare mi fa male. Di quelle in particolare ce n'è una che ha la forma delle pasticche dei film a due colori e mi ha fatto pensare alle terapie e all'infanzia e anche al Galak, che non si vede più, un pò come il Biancorì di Aldo. Sono convinta che gli innamorati comprerebbero sempre Galak se si trovasse ancora in giro. Secondo me poi gli innamorati fanno le Crepes, gli innamorati vanno in Francia, gli innamorati prendono aerei.
Ieri sera ho ballato per un paio d'ore e devo dire che avevo voglia di Parigi, zucchero a velo e cioccolato bianco.



DATTI PACE.

sabato 26 dicembre 2009

Quattro generazioni in un solo salotto e i cappelletti in brodo e tutto il resto. Ecco il mio Natale.



Vorrei avere un arnese collegato al cervello che, quando non ho nulla per scrivere, lo faccia al posto mio.
Quante volte mi sono ritrovata a collassare su un divano, su un pavimento, su una sedia qualunque, con la testa piena di pensieri e l'impossibilià di riportarli?
Una specie di macchina da scrivere i cui tasti sono dentro la mia testa, una stampante che sforna ricordi.
Io voglio qualcuno che scriva quello che dico quando fumo molto, merda!

venerdì 25 dicembre 2009

Fisica quantistica: l'oriente supera l'occidente.

Secondo la meccanica quantistica, l’Universo (e tutto ciò che ne fa parte) è attraversato da un campo unificato di energia, che collega ogni particella con tutte quelle che lo compongono, tutte le altre, senza distinzioni.

Attraverso il Millennium Run, una simulazione avvenuta grazie al programma GADGET2, si è calcolata la traiettoria di più di 10 miliardi di “particelle”, per avere uno specchio dell’evoluzione della distribuzione della massa attraverso un cubo di 2 miliardi di anni luce di lato, ricreando la "vita" di circa 20 milioni di galassie, con le loro collisioni e i buchi neri e compagnia bella. Attraverso ciò, abbiamo avuto la dimostrazione del fatto che l'Universo non sia altro che un grande Organismo vivente, composto da reticoli molto simili ai filamenti sinaptici di collegamento dei nostri Neuroni. Esso ricorda, osservando le immagini pervenute, la rete neurale del cervello umano.
Ma tutto ciò non è propriamente una novità, in quanto Penrose, nell'89, già affermò che la mente umana e la coscienza seguono modelli matematici tipici della fisica quantistica; semplicemente, al giorno d'oggi, la teoria viene seriamente presa in considerazione da molti più studiosi.
L'esperimento, oltretutto, non è stato uno scherzo: ha richiesto più di un mese di calcolo, occupando 25 Tbytes di memoria presso il Supercomputing Centre della Max Planck Society a Garching, ma ha dimostrato che l'Universo è composto da una Matrice, la quale può assumere vari nomi a seconda anche delle credenze religiose del singolo. Dall'analisi dello scienziato Peter J. Lu ci perviene la concezione secondo cui le stelle poligonari geometriche dell'architettura islamica medievale, nel loro rispettare moduli matematici, poste una accanto all'altra si connettono attraverso le proprie linee di costruzione per formare una rete paragonabile a quella neurale, del cervello umano, di cui parlavo in precedenza.
Queste ricerche hanno indotto lo scienziato a ritenere che gli artisti islamici avessero elementi concettuali che anticipano di circa cinque secoli le scoperte della fisica quantistica e si ricollegano alla teoria del fisico Bohm, il quale sostiene che nell'Universo, oltre alla realtà esplicita e visibile, ne esista un'altra parte che costituisce l'essenza della prima, rappresentata come un reticolo energetico contenente un enorme quantitativo di energia, denominato Energia del Punto Zero

Quello su cui dobbiamo soffermarci è quindi la concezione secondo cui la nostra condizione è di non essere divisi dagli altri e da tutto ciò che ci circonda. Non esistono spazi vuoti. Ciò che noi chiamiamo "vuoto" è invece pieno e il fatto che non si percepisca la “materia oscura” ( che costituisce il 99% dell’esistente) è semplicemente attribuibile alla limitatezza attuale dell'essere umano.
Il visibile e l’invisibile, pertanto, hanno la stessa sostanza ed esistono allo stesso modo ed è interessante notare come in Oriente tutto ciò sia conosciuto da secoli. Per una volta l'occidente si ritrova ad arrivare in ritardo ad importanti concezioni.

Non posso non citare almeno una parte dell'articolo di Alfredo Stirati, il quale, a parer mio, ha formulato una spiegazione talmente esauriente e sintetica di tale concezione che dubito di poter fare di meglio.
Egli scrive che tutto è, dunque, interconnesso; come dimostrano gli esperimenti condotti su particelle infinitesimali poste a grandissima distanza e che obbediscono istantaneamente agli stessi impulsi. Molti paradigmi della nostra cultura sono destinati a cadere: la fisica meccanicistica, galileiana e newtoniana; la biologia: non esiste materia organica ed inorganica; la medicina: non ci si può limitare a curare la parte al posto del tutto e così via.
Se ci convinciamo di ciò, dovremmo iniziare a correggere i nostri comportamenti nei confronti del prossimo e della Natura; se tutto è collegato, è impensabile che si possa agire in modo egoistico e prevaricatore, pena la nostra stessa distruzione. Se tutto proviene dalla stessa Matrice, il precetto della fratellanza e della solidarietà esce dalla sua astrattezza e diviene un dovere imprescindibile. Finalmente scienza, fede e morale trovano un denominatore comune su cui è possibile edificare un mondo nuovo, diverso da quello che ha portato tanti lutti a causa di assurde divisioni, politiche o religiose che siano.

Nella concezione di Universo quantico trovano posto tutti i principi che seguo, comprese le basi del movimento di cui sono parte da ormai sei anni. (Non starò qui a specificare onde evitare discussioni riguardanti la politica, che desidero accuratamente evitare.)
L'intenzione era di raccogliere qualche commento al riguardo.
Io, personalmente, sostengo tale teoria da molto tempo e credo che, se venisse davvero presa in considerazione, qualcosa potrebbe migliorare davvero. Ma devo anche dire che soffro di pessimismo antropologico, quindi ricado spesso nell'idea che probabilmente si tratti solamente di vane speranze e della solita utopia.
A voi.

giovedì 24 dicembre 2009

Incastri difficili.

E' che la notte mi viene sempre da pensare di avere delle parti del corpo di troppo, sproporzionate, ingombranti. Perche' la notte non so mai dove mettere le braccia quando voglio dormire sul tuo petto. Insomma, il braccio che resta sotto, quando sono appoggiata su un fianco, sembra proprio una parte in piu', che non dovrebbe esserci e sai sarebbe bello se fosse possibile smontarsi e riporsi in un astuccio e il mio sarebbe con l'interno bordeaux come uno strumento musicale.
Perche' il corpo umano non e' perfettamente incastrabile con altri corpi della stessa specie?
Io vorrei incastrarmi con tutte le mie parti, quando ne ho voglia, non solo con quella adibita all'operazione di procreare.

sabato 19 dicembre 2009

E l'albero? (forlivesi ottusi)

Crea scompiglio la sostituzione, indetta dal Comune, del tradizionale abete natalizio in piazza Saffi a Forlì. Al suo posto possiamo già notare la nuova installazione, ideata nel nome del riciclo, la quale comprende l'utilizzo di materiali ecologici atti a sostenere la lotta contro il consumismo e la deforestizzazione (per quanto riguarda l'albero.)
Le polemiche non tardano e arrivano da vari fronti: notiamo chi si lamenta dell'aspetto "triste" della piazza, chi si riscopre legato alle tradizioni proprio in questo periodo dell'anno, chi sente la mancanza delle brillanti luci del grande vecchio abete... ma mi colpiscono particolarmente le critiche pervenute dal consigliere Antonio Nervegna, il quale sostiene che un'iniziativa del genere non sia altro che l'ennesimo prodotto della mentalità italiana degli ultimi anni che si pone contro le tradizioni in nome del laicismo, e associa questa nuova proposta a fenomeni come la "lotta al crocifisso", l'abolizione dell'insegnamento della religione cattolica a scuola e simili.
Fortunatamente le opinioni di qualcuno contrastano certe convinzioni, ricordando che l'albero natalizio non è altro che un simbolo pagano e, personalmente, mi stupisco che l'idea della sua abolizione non sia pervenuta dalla Chiesta prima che da un qualunque comune italiano.
In seguito a personali riflessioni, sostengo che gli obiettivi che questa nuova iniziativa si pone non siano stati analizzati a dovere. Le motivazioni sono semplici: siamo ormai tutti consapevoli che il pianeta Terra si ritrovi da anni nel bel mezzo di un progressivo avanzamento verso un punto di non ritorno, per quanto riguarda le risorse presenti su di esso ed il relativo rinnovo; per citare qualche esempio basti pensare alla situazione dell'acqua e del petrolio, i quali stanno letteralmente scomparendo in nome del consumismo. Mi par chiaro, quindi, che il riciclo sia ormai l'ultima strada possibile per far fronte al graduale indebolimento del nostro pianeta ma, a quanto pare, la maggioranza della popolazione ancora non ha intenzione di prendere in considerazione l'idea di agire in questo senso (basti pensare a quel 60% dei forlivesi che reclama a gran voce il ritorno dell'albero).
Detto ciò, mi chiedo: quale modo potrebbe rivelarsi migliore di un'iniziativa come quella prevista per la piazza di Forlì per sensibilizzare la popolazione nei riguardi di un'importante soluzione quale il riciclo?
Affermazioni come quelle pervenute da Luigi Gorza (amministratore dell'azienda G.A. Legnami), il quale sostiene che il taglio di alberi sia lecito in ogni caso fino a quando tale azione non comporti la rottura dell'equilibrio dell'intero bosco, in quanto il legname utilizzato dalla sua ditta proviene da foreste ecosostenibili, non devono nemmeno essere prese in considerazione.
La mentalità da cui deriva un'azienda come la G.A. non è altro che l'emblema del consumismo: questa, anzichè preoccuparsi di utilizzare il minimo delle risorse e riciclarne il maggior quantitativo possibile, crea un sistema di continua produzione di materia prima, in modo da non doversi nemmeno porre il problema del riciclo.
Ritengo, detto ciò, che la sostituzione del tradizionale albero di Natale nel nostro comune simboleggi, da parte dei nostri amministratori, una sensibilità di gran lunga superiore alla maggioranza della popolazione forlivese, la quale non è riuscita a cogliere in questa nuova proposta l'input nei riguardi di una grande svolta relativa alla salvaguardia dell'ambiente.



mercoledì 16 dicembre 2009

Usciamo per rientrare, con questi zero gradi e la neve grigia ai lati delle strade. Il caffe' a qualunque ora solo per avere un posto al caldo dove sedersi.
Mi mangio le unghie con tutto il fumo che si e' fermato sotto quella del pollice mentre raggiungo l'inferno pressata dai mille soliti corpi delle sette e quarantacinque di mattina e mi si sporca il colletto di rossetto il filtro di rossetto i guanti di rossetto le mani di rossetto finche' non mi tolgo il rossetto.
Ascolto canzoni di quando scopavamo le prime volte e ancora nessuno era niente per l'altro e uscivi per fare la spesa e io restavo a letto nuda e ci facevamo la canna della buonanotte con gli occhi gia' chiusi e mi rendo conto di come l'essere umano nella sua ricerca si ritrovi sempre a buttarsi sulle novita' e non faccia davvero caso alla qualita' e non riesco a concentrarmi con queste canzoni di quando ci siamo baciati la prima volta e quando abbiamo dormito insieme la prima volta e quando sono scappata di casa e mi hai preparato la cena con le fette biscottate con la cioccolata a forma di cuore e quando hai detto che ero bellissima e mi volevi vedere solo cosi', come quando eravamo a letto, come quando mi hai detto che ti era venuto da piangere a pensare a noi e c'era questo noi ancora da definire ma perfettamente definito, di due persone che non possono amare e la sigaretta e il raffreddore. Vivere con te e' come leccare il sale, potevi ancora salvarti un mese fa.
Respira, respira, chiudiamoci in bagno a fumare e poi io scrivo e tu disegni senza parlare e poi ognuno mostra il proprio lavoro all'altro peccato che quando quello che scrivo parla di te lo nascondo e cosi' forse pensi che io non ti pensi e non ti consideri degno di nota come prima di sapere chi fossi. Io mi ricordo quando ho letto il tuo diario e noi non ci conoscevamo per davvero e c'era scritto che avevi incontrato una rossa figa e il tempo volava con lei, ma perche', io mi chiedo, quando inizi a conoscere le persone devi per forza vedere anche i loro difetti?
Io vorrei che la vita fosse un infinito inizio, alla cieca.

domenica 13 dicembre 2009


Qualcuno finalmente ha fatto quello che volevamo fare tutti tranne quella maggioranza che io non ho ancora capito da chi sia composta perche' a parole sembrano tutti svegli e poi dalle elezioni scopri che sostengono il PdL e allora ti chiedi: ma com'e' possibile?

Almeno ci siamo noi.

Ma niente, vado un po' avanti e indietro con il baricentro perche' quando fumo molto e' cosi' mi alzo per prendere il treno e mi entra la pioggia nelle ossa quando arrivo tu tardi di cinquanta minuti esatti e ti costringo ad offrirmi da bere e mentre sei fuori che dai gli ultimi tiri mi scrivi ti amo con il dito sul vetro appannato a me che sono dall'altra parte con tutta la gente intorno cavolo sembra di avere tredici anni siamo di nuovo ragazzini che fanno le vasche in piazza e si emozionano per due bottoni sbottonati e un po' di calore e dicono grazie perche' siamo rimasti almeno noi, perche' la gente crescendo toglie il valore a tutto il resto e rimane solo il sesso, un bacio non e' piu' fine a se stesso, diventa solo preliminare e grazie per fortuna che siamo rimasti noi che ci tocchiamo per il gusto di assaggiare il contatto e non necessariamente nella previsione dell'atto sessuale dell'orgasmo e tutto, grazie grazie che esistiamo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Il Paroliere.

I capelli secchi di pianto di quei pianti che non si accontentano di far colare il mascara,
si espandono per tutto il viso e ti costringono ad asciugarti il naso sul dorso della mano, sui guanti che hai in tasca quando è quasi il tredici dicembre a nascondere la faccia in un doppiopetto che conosci in un odore che ti soffoca di notti in macchina pomeriggi a letto di concerti hardcore di tende rosse progetti di mobili dell'Ikea e lasciar perdere che sei in una sala studio per universitari e non sei nemmeno tesserato e i tuoi singhiozzi si sentono dal piano di sopra e le parole si confondono con la musica in sottofondo ma non smettono di tagliare, mischi lettere in combinazioni impossibili sembra di essere nella scatola di plexiglass del Paroliere, muovere la testa, il cervello fa lo stesso rumore di quando la agiti per mischiare i dadi e in un attimo si apre cadono tutti ne restano solo cinque e ti dicono che t i a m o.

Anni Zero.

Gli anni zero sono gli anni della nanotecnologia, della fotocamera nel telefonino, del "t.v.b.", dei Gormiti e delle strisce di coca a quattro euro e cinquanta, del terrorismo internazionale e della nuova guerra dei dieci anni.

Sicurezze.

Qualcuno un giorno mi ha detto che il suo problema principale era la mancanza, e il desiderio che ne derivava, di una sola certezza nella vita che non fosse intrinseca alla propria persona, bensì a qualcun altro.
Così ho pensato che era vero che era il problema di tutti che tua madre ti ama solamente perchè si è distrutta la vagina per partorirti e magari le è anche sceso il collo dell'utero e renderebbe vani i suoi sforzi negando un legame.
Quello che importa all'uomo è di trovare un vero interesse nei propri confronti derivante da qualcuno che non faccia parte del proprio nucleo familiare.

mercoledì 2 dicembre 2009

Le mani nei guanti.

Da tanto non mi scendevano sali minerali dagli occhi a causa dell'emozione data dal fatto che tu,
toccavi la mia pelle.
Di nuovo dopo tanto e ho percepito così forte per un attimo l'infinito che ti ho chiesto di fare un figlio e hai detto che dicevo che non avrei mai voluto un figlio e io ti ho detto con te si e mi hai leccato le lacrime sul viso, tutti i capelli bagnati, nella libreria c'eravamo solo noi e il resto era solo mondo, massa informe.
Ti ho detto che volevo un figlio e mi hai risposto che se domani dall'ecografia risulterà che sto per morire mi sposerai anche se ci farebbe malissimo sposarci ora, hai detto.

Mi hai tolto il guanto e mi hai preso la mano e io avrei voluto che fosse il mio ultimo ricordo prima di morire, e lo sapevi.

mercoledì 25 novembre 2009

L'immenso intorno oltre il contorno.

Ti svegli ti trucchi ti lavi ti vesti non riesci a fare colazione perche' sono le sette e ventisette prendi l'autobus ti lamenti per la pioggia compri le cartine fumi una sigaretta stai seduto sei ore te ne vai a casa ti rompi le costole dormi e cerchi di nascondere a te stesso attraverso la routine che c'e' dell'altro c'e' dell'immenso che ti contorna che si infrange sui tuoi spigoli che lo buchi con i gomiti, che non puoi sapere se lo ferisci o meno perche' hai scelto di non interessartene per tenerti stretto cio' che credi siano le cose piu' importanti.
Secondo me, quelli che impazziscono, e' perche' hanno scelto di scoprire l'immenso intorno oltre il proprio contorno. Sai non sono quelli come Platone che impazziscono che finiscono per uscire completamente dallo schema perche' sono proprio quelli come Platone che creano gli schemi e sono rassicuranti rigidi senza spigoli su cui si rischia di sbattere la testa ma il problema e' che non prendono in considerazione l'immenso.
Partendo con l'idea di studiarlo e scomporlo finiscono per dimenticarselo a forza di rinchiuderlo in scatole sempre piu' piccole.
Quelli che impazziscono sono quelli che capiscono di essere in mezzo al tutto e di essere troppo piccoli per contornarlo con le braccia dell'intelligenza.
Siete ignoranti, riconoscetelo!
Insomma, se non ci illudessimo di avere il potere di concepire l'universo non arriveremmo mai al crollo relativo al riconoscere che invece non ne abbiamo la possibilita'.
Dovremmo accettare di essere piccoli ed ignoranti senza grosse possibilita' di miglioramento fin dalla nascita e non perdere tempo con ragionamenti inutili riguardo il senso della vita.

Allora, il fatto e' che stai qui aspetti di uscire aspetti il pomeriggio aspetti la pausa pranzo e non ti rendi conto che la vita di tutti noi in questi anni zero vivi ma morti non e' altro che un continuo aspettare una pausa dagli obblighi che ci siamo autoimposti nell'illusione di raggiungere un tenore di vita migliore che non e' costituito d'altro che da nuove autoimposizioni atte a mantenerlo o a migliorarlo ancora finche' non ti ritrovi sotto terra e hai speso tutta la vita ad aspettare pause pranzo.
Insomma prendete un attimo in considerazione che mentre noi aspettiamo la pausa pranzo c'e' tutto un infinito che ci corre intorno come se fossimo nel passaggio tra un formicaio e un pezzo di pane secco incustodito: il caos primordiale organizzato.
E, spostando lo sguardo un po' piu' lontano, un po' piu' grandangolarmente, ecco gli altri atomi nell'atmosfera poi l'ozono il resto dell'universo e mentre aspetti la tua pausa pranzo un'infinita' di mondi si formano attraverso il clinamen un sacco di minuscole particelle per un attimo cambiano direzione costituiscono un altro tutto un infinito nell'infinito un universo nell'universo con le nane bianche rosse e tutto e le implosioni e le esplosioni e migliaia di nascite e di morti di cose orgasmi fecondazioni altri aspetti degli stessi, contatti fluidi mitocondri unghie mangiate buchi neri affamati tramonti di altri soli

Io, guardate, preferirei osservare ed aspettare la nascita di una stella piuttosto che una pausa pranzo.

Ora di religione?

Ha suscitato reazioni contrastanti, il mese scorso, la proposta di inserire l'insegnamento della religione islamica a scuola, pervenuta da parte del ministro allo sviluppo economico Alfonso Urso.
C'e' chi sostiene, ponendosi quindi contrario a questa nuova idea, che il cattolicesimo debba ancora prevalere e costituire l'ossatura portante dei programmi scolastici, mentre altri propongono "l'ora delle religioni", in cui gli insegnanti prenderebbero in considerazione non solo cattolicesimo e islamismo ma tutte le possibili interpretazioni terrene di Dio.
Ci si deve pero' porre il problema della mancanza di tempo, motivo per cui nella scuola la religione cattolica continua a prevalere, insieme alla letteratura italiana, rispetto a quelle relative ad altri paesi.
Ma a questo punto mi ritrovo a chiedermi il motivo per cui, oltre al cattolicesimo, la proposta sia di approfondire l'insegnamento dell'Islam e non di qualsiasi altro credo; si tratta, a quanto pare, semplicemente di una questione di numeri: l'islamismo nel nostro paese, dopo la religione cattolica, prevale in percentuale rispetto alle altre confessioni.
Ma questo, a parer mio, non basta.
Posso capire che, in mancanza di ore da dedicare alla cosa, la religione cattolica prevalga, essendo il nostro uno Stato concordatario, cosa che conferisce ad essa uno status di religione di Stato, ma riguardo all'Islam non ci troviamo nella stessa situazione.
L'ideale sarebbe, ovviamente, trovare il tempo per approfondire ogni tipo di confessione religiosa ma, non avendone la possibilita, "l'ora di Islam" non mi pare in nessun modo una proposta da prendere in considerazione. Riprendendo il pensiero di Giovanni Morandi, sostengo si tratti di una soluzione semplicistica e poco ponderata.
Se avessi il privilegio di trovarmi nella posizione di poter avanzare proposte di possibile presa in considerazione, proporrei di eliminare del tutto l'ora di religione come tale ed aggiungere al suo posto un'ora extra di storia che permetta un approfondimento nei riguardi di ogni credo religioso.
Non mi pongo assolutamente il problema di far fronte alla possibile replica della Chiesa cattolica, che parlerebbe di relativismo e del fatto, quindi, che in questo modo le religioni parrebbero poste tutte sullo stesso piano; il motivo e' che, con la mia idea, proporrei una mentalita' totalmente nuova attraverso cui considerare l'insegnamento della religione nelle scuole, che non permetterebbe la nascita di polemiche simili.
Questo nulla toglie allo status della religione cattolica in Italia, che resterebbe comunque tale.
Sostengo solamente che l'edificio scuola non si tratti di una Chiesa, come ben si puo' notare, e che i suoi doveri riguardo la religione differiscano non di poco da quest'ultima.
L'istituzione scolastica non ha il compito di considerare gli studenti come fedeli, ma come cittadini italiani che necessitano di esercitare il proprio diritto allo studio.
La mia idea e', quindi, che la religione non debba essere "insegnata", ma riportata come ogni altro movimento storico e che ogni studente possa riconoscersi o meno in essa.
La scuola ha il compito di permettere ad ogni ragazzo di formare il proprio bagaglio culturale e di aumentare la propria capacita' critica, in modo da saper gestire le informazioni che ogni giorno gli pervengono.
Anche se la religione cattolica e' considerata religione di stato, sostengo che ogni individuo debba prima venire a conoscenza della storia e delle basi di ogni possibile confessione religiosa e poi prendere in considerazione o meno l'idea di praticarne una.
E quale posto e' migliore della scuola per fornire un'oggettiva e panoramica argomentazione riguardo ogni tipo di religione?
Quale posto, ribadisco, puo' essere migliore di essa nel far fronte all'importante compito di appesantire il bagaglio culturale di ogni individuo?

giovedì 19 novembre 2009

Coperte d'invetriato.

Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi un macchiato freddo e spero che non troverai mai il modo di arrivare a questo blog perche' sarebbe imbarazzante, perche' non sei il tipo da implicite dichiarazioni, o perlomeno non lo sembri.
Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi un tratto-pen di quelli gialli col tappo che cambia a seconda del colore e spero che i nostri giorni non finiscano in suoni acuti ma cupi e come le giornate d'inverno che fa buio alle quattro e se abiti un po' tra le montagne anche alle tre e mezza. Io vorrei che Noi fossimo il ventun giugno.
Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi una scatola di cartone e dentro mi ci vorrei chiudere e portarti con me e tenerti stretto il piu' possibile e se dovessimo morire dicono gli Smiths che to die by your side is such a heavenly way to die.
Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi della terra cotta, ti coprirei con una coperta d'invetriato e ti renderei eterno, renderei eterni Noi. Sulle unghie porteremmo smalto bianco stannifero.

mercoledì 18 novembre 2009

Questa e' una delle cose piu' belle che abbia mai letto:

"C'era un silenzio per dire che ogni spazio giunto
a separare le parole era un modo per esprimere amore. Volevo fosse,
quel silenzio giunto a separare le parole in modo che ciascuno spazio
esprimesse amore, semplicemente infinito."


Questo e' cio' che io reputo bellezza vera, quando ogni lettera traspare amore, quando per un attimo hai chiaro il significato di queste due parole che in realta' il significato non ce l'hanno: Bellezza e amore.

Ammirazione e flusso di coscienza. (Con verbo presente, perche' a me piace cosi')

Aldo Nove io amo Aldo Nove IO lo amo, ALDO NOVE, io AMO.
Non sono mai stata capace di scrivere con la musica in sottofondo, pero' mi piace farlo in mezzo alla gente e mi piace che le persone che non conosco poi possano leggere, cosi' tutto quello che dopo sanno di me e' quello che so trasmettere con le mie parole e io voglio sapere cosa riesco a trasmettere quando metto in fila sillabe e mi corrono le mani.
Mi piace bere le tisane la sera e sedermi in poltrona come le ragazze bellissime dei film, con le ginocchia al petto e la tazza grande che fuma e bere a piccoli sorsi con i capelli spettinati e lo smalto scrostato sulle unghie. Mi piace che mi si bagnano le ciglia con il vapore e che dopo un po' devo cambiare posizione perche' mi si addormentano le gambe. Mi piace quella sensazione che provo quando utilizzo il tempo del verbo sbagliato, e lo faccio apposta. Mi piace e sorrido di un sorriso di una che trasgredisce.
Papa' mi diceva sempre che per violare le regole bisogna conoscerle alla perfezione.
Per questo, chi non ha studiato la grammatica davvero, non puo' utilizzare il flusso di coscienza.
Io della grammatica ne ho piena ogni cosa, se mi fanno il test del capello risulta anche li', "c'e' presenza di grammatica qui".
Se dovessi morire in questo momento vorrei abbracciare le mie insegnanti di italiano delle elementari e delle medie, poi una di quelle delle superiori. Grazie per la grammatica gli direi, e ad una di loro direi anche grazie per Aldo Nove, perche' me l'ha fatto assaggiare quando avevo tredici anni e io ho provato cosa voleva dire la totale ammirazione per qualcuno e di questa ammirazione se ne e' presa anche un po' lei.
Io nelle verifiche di grammatica prendevo sempre insufficiente. Anche in quelle di grammatica inglese.
Ma ho scoperto un segreto, andando avanti, ovvero che bisogna leggere e ascoltare. E adesso eccomi.

lunedì 16 novembre 2009

Disinformazione.

E mi piace farmi ispirare dai cervelli altrui, ma bada bene non parlo di strani giri di parole per non arrivare a nulla, dico le vere interessanti produzioni che la materia grigia puo' offrire, in questo buisness dell'arte.

Mentre dormo stai respirando tutta l'aria intorno a me, in modo da lasciarmi soffocare al mio risveglio. Sento che la ingoi, nel dormiveglia, fai rumore. Presto non avro' modo di rendermi conto nemmeno di questo, in quanto il vuoto intorno non permettera' piu' la diffusione del suono.
Nel portafogli ho la tua foto. Come se fossi morto.

Il naso ieri sera mi sanguinava e io disperdevo piastrine su fazzoletti sporchi sul tavolo della cucina e non avevo ben chiaro cosa fare in quanto le teorie differiscono non di poco, riguardo questa tematica.
Non sapevo se dovevo bagnarmi i polsi, alzare lo sguardo in alto, fare tutte e due le cose insieme, soffiarmi il naso, tamponare e basta, suicidarmi, bere al contrario, prendere uno spavento, trattenere il respiro. Mi sto confondendo, sara' che soffro spesso di singhiozzo.
E allora tra tutte le opzioni ho scelto di tamponare e di agitarmi fino a che non fosse passato e di pensare che bestemmio troppo e allora Dio che e' morto mi manda le punizioni dall'aldila'.
Quando avevo sette anni un giorno ero su un traghetto in sicilia e mio padre mi disse guarda i tonni e io risposi "ma io vedo solo pesci" perche' con lo sguardo cercavo scatolette galleggianti.
Questi sono gli anni in cui nasci e cresci credendo che il latte nasca direttamente nei Tetra Pak, che il culo di una gallina sia troppo stretto per far si che ne esca un uovo, che non esistano abbastanza risorse per sfamare il terzo mondo.
Vado in piscina e sguazzo nei luoghi comuni, sulle rive della riviera i bambini col culo a mollo affermano che i negri puzzano, l'acqua e' contaminata. Dalla disinformazione.
Quando necessito di farmi due risate, non ho nemmeno bisogno di cercare un film comico su Megavideo; dato che non sono abbonata, poi, la pausa obbligata che mi spezza il film al settantaduesimo minuto, mi infastidisce.
Quando ho voglia di ridere, accendo la TV e aspetto il tg4.

sabato 14 novembre 2009

Io non mi capisco.

Sai cos'era che mi faceva sentire reale?
Che ci fosse un filo che legava la tua testa ai miei gesti, e che ci fosse quindi qualcuno che sapesse decifrarli e ti riusciva tutto alla perfezione.
Che mi facesse pensare che, anche se non sapevo capirmi io, sapevi farlo tu e potevo chiedere a te prima di prendere decisioni.

Vescica natatoria.

Oggi e' come quando ero ubriaca per il motivo per cui per due anni, poi, non ho voluto piu' esserlo.
Ho deciso che devo imparare a lasciare la mano della punteggiatura, a vomitare un po' di parole senza legarle ad un guinzaglio, a lasciare che il guinzaglio glielo metta chi vuole portarsele via. Io intanto le libero.

Oggi e' come quando piangevo e i polmoni mi scoppiavano e oggi guarda caso ripenso a tutto quello che mi ha fatto gonfiare i polmoni in passato, a quello che era la mia vescica natatoria, che mi faceva stare a galla.
Quando non c'era niente di piu', bello
che fare un giro su un marciapiede qualsiasi con te perche' c'era una mano che teneva la mia la quale non aveva mai intenzione di dimenticare di decifrare il mio cervello malato e farlo diventare piu' leggero, avendo sempre in bocca il suono di cui avevo bisogno e che bramavo per raggiungere un attimo di glassa dolce sulla torta dei miei sentimenti.
Si gonfiava, la mia vescica natatoria, quando era la prima volta che chiudevo gli occhi dopo l'amore su un letto dalla parte umida perche' devo ammetterlo, ho sempre preferito quella, dopo il sesso, perche' io non apro mai le finestre, mi piace il suo odore.
Si gonfiava del tuo respiro, non del mio, perche' dormivamo naso contro naso e ingurgitavo tutta la tua anidride carbonica e sentivo di potermici nutrire per sempre, senza aggiungere altro.
Si gonfiava quando ti illudevi che io fossi una persona da stimare e non facevi altro che ripetermi come era bello che ti fossi sempre accanto quando in realta' non c'ero piu' da molto, perche' sono una che sfugge, perche' davvero oggi mi rendo conto di essere incapace di intendere ma capacissima di volere, di essere colpevole di omicidio post tortura.

Sono stata vicino solo a me stessa, ma credo che non si possano cancellare certi attimi in cui sentivo che c'eri tu e non c'era niente di piu', bello.

basita.

Ieri mattina ero seduta su uno scalino.
Ed un pazzo, durante uno schizzo d'ira, e' arrivato al mio fianco e con un calcio mi ha incrinato tre costole. Portandole a toccare il nervo sottostante e a farmi passare le otto ore al pronto soccorso piu' emozionanti della mia esistenza.
La vita non fa altro che stupirmi.

Questo pazzo mi pedinava da due anni, ma l'avevano sempre ritenuto innocuo.

Costole.

Le mie tre costole incrinate hanno cominciato a farmi venire le voglie come le donne incinte.
Qualcosa di balsamico, una spremuta d'arancia, la pasta con i piselli di mia nonna.
Vorrei piu' consapevolezza, vorrei disbrogliarmi, vorrei essere gentile, vorrei vera gratificazione.

E' pesante per il mio stomaco, digerire quest'aria ripiena che respiro. E' come il sugo alle cipolle.

Mi vesto bene ogni mattina pensando che forse potrei incontrarti.

lunedì 9 novembre 2009

Mi scoppia la testa e vorrei avere a disposizione uno di quei posti che gli adolescenti dei libri usano per andare pensare.
Un giardino, una libreria, un caffe'.

La penna di Anna

I racconti di Anna mi aprono sempre gli occhi, sono affascinata da una capacita' del genere di esprimersi e rendere viva sulla carta ogni sensazione.
Quando lei parla di una mela, puoi assaggiarla,
se parla di un gatto, puoi sentirne la morbidezza del pelo,
se racconta di un torrente, lo odi scrosciare.
Vorrei leggere la sua vita ogni sera, addormentarmi con lei, ma i racconti finiscono sempre troppo presto per i miei occhi voraci e sono sempre troppo svegli.

Io amo, davvero, accarezzare i gatti di Anna. E attraverso questo mi rendo conto che potrei amare anche lei, ubriacarmi di tutti quei sapori e quegli odori di carta.

domenica 8 novembre 2009

Ieri sera, durante i miei deliri da febbre alta, ho avuto voglia di ballare.
E mi sono pentita di non averlo fatto quando potevo e di non averlo fatto con chi volevo.
Ho la salivazione alterata e tra poco mi alzero' per vomitare pensandoti.

Espiazione.

E' kind of fantastic poter fare la donna dal cuore infranto, che ha perso tutto ma sa cosa vorrebbe. E' bello, davvero, ti riempie, avere un soggetto da mettere dopo il verbo "vorrei". E' una sicurezza che ti calza come un paio di scarpe di pelle, decorate a mano fatte fare su misura. E' fantastico espiare le mie colpe cosi', finalmente ricevo quello che mi merito!

Ho voglia di respirarti il collo perche' sei l'unica che ha capito chi sono.

Culi congelati sulle panchine di marmo della stazione.

Ho di nuovo nove anni per un attimo e i treni sono ancora in ritardo.



Non avere niente con se' e nessun modo per raggiungere casa, fumarsi l'ultima canna nel bagno del treno senza nemmeno aprire il finestrino, avere la febbre alta e gli occhi bassi.
Sentire un accento napoletano e avere voglia di rivedere la propria madre.
Riconoscersi in lei.
Eccomi.

mercoledì 4 novembre 2009

biglietto.

Oggi compro il biglietto perche' mi sento sfortunata.
Oggi compro il biglietto perche' di sicuro passeranno i controllori.
Oggi compro il biglietto perche' ieri notte ho perso un treno per colpa di una deviazione della pioggia della borsa che pesava di un ritardo di tre minuti esatti. Oggi compro il biglietto perche' ieri sono rimasta bloccata due ore a Rovereto, senza possibilita' di fare nulla se non di leggere fumetti sadomaso-porno-americani, l'unica cosa che avevo a portata di mano. Oggi compro il biglietto perche', mentre salivo sul treno per Bologna, dopo aver aspettato dalle 17:25 alle 19:25 sotto la pioggia in stazione, mi sono accorta che avevo dimenticato nella casa dove ero stata ospitata il beautycase in cui tenevo tutte le cose materiali piu' importanti per la mia sopravvivenza fuori casa. Oggi compro il biglietto perche' arrivata a Bologna ho dovuto prendere l'unica coincidenza possibile per avvicinarmi a casa, ma non sono potuta arrivarci. Ho dovuto fermarmi a Faenza, il capolinea, e la mattina dopo partire in treno per andare a scuola, senza nulla, che non mi lavavo da tre giorni.
Oggi compro il biglietto e lo timbro pure, perche' mi sento sfortunata.

venerdì 30 ottobre 2009

Identificarsi.

Me ne rendo conto, oh, come me ne rendo conto che mi piace identificarmi e seguo schemi inesistenti magari dettati solo da quello che mi ha lasciato in testa l'ultimo film che ho visto.
Lo vedo che per il novantapercento delle mie giornate non sono ME, ma qualcuno che ho visto da qualche parte.
Oggi mi sento molto Isa, da "The dreamers". Indovina il film in cui il protagonista viene adottato dallo psicanalista di sua madre e la sorella maggiore acquisita uccide il proprio gatto bloccandolo per giorni sotto una tinozza bucherellata e poi lo cucina per pranzo. Ti lascero' con questo indovinello.
Lo vedo, eccome se lo vedo che non ho niente di mio.
La mia citta' a forma di emme mi opprime. Sono al centro di un vuoto stracolmo e mi piace mordere labbra.

mercoledì 28 ottobre 2009

"E guardandola negli occhi, nascosti tra i capelli, di colpo diventai un lanciatore di coltelli"

A casa abbiamo cenato, ci siamo fatti la doccia e poi abbiamo provveduto a mettere in pratica una delle nostre classiche scene trash:
Io in accappatoio slacciato, lui con un asciugamanino a giropetto azzurro pizzato, seduto sul bidet, io a cavalcioni su di lui che lo costringo a tenere fermo e alto il labbro per quaranta minuti in assenza di pinze, io che faccio uno dei miei migliori piercing in vita mia, la pallina che non si chiude, la pallina che cade nello scarico del bidet, io che, con l'ago in bocca, trovo sullo scaffale del bagno un'altra pallina, lui che sta per svenire e si siede a terra, io che chiudo la pallina, la nostra serata soffice, rollare una sigaretta pieni di endorfina, non rendersi conto che sia gia' finita, cercare la posizione per dormire, pensare ad un inizio e ad una fine.

Io, da sempre un'indecisa, che puo' fare molto male.

lunedì 19 ottobre 2009

BEATA IGNORANZA.


BEATA IGNORANZA.
Ignoranza di chi riesce ad amare la routine ed in una stanza di specchi riesce a baciare le pareti.
Io non mi amerò mai

Contare da settanta a zero.

Voglio dare un valore al raccontare, svegliarmi e respirare, devo fumare con la finestra aperta.

D'altronde siamo alla fine dei famosi anni zero, si sapeva che sarebbero stati ricordati per qualcosa.
Per ora si sa solo che il consumo e l'estrema semplicità di reperibilità di droghe di tutti i tipi è paragonabile solo agli anni 60/70.
Mi sento più vicina ai miei genitori almeno.
Quando respiro, sento di assaggiare un pò della loro aria.
Come quando scopi e ti addormenti naso contro naso. Ognuno respira il respiro dell'altro.
Il problema, il punto, è che si tratta di un respiro già respirato, passato, per quanto sia dolce.
Non c'è innovazione in questi anni zero, c'è solo caduta libera, infinita, fino a quando riconosceranno che avevamo ragione e si ricostruirà sulle macerie.
Mai lo zero è stato così vicino al settanta.
No future, no future, no future.

venerdì 16 ottobre 2009

Ciao, tu.

E l'ho toccata con mano, proprio, quella pace. Quella pace soffice che arriva dopo una guerra, quando è giorno ma la stanza è buia e riesci a sorridere anche se sei totalmente sobrio.
Ho sfiorato i seni della completezza, ho sentito il brivido del proibito da sempre bramato, ho chiuso gli occhi e ho detto mi sono persa, hai risposto vedremo.
Vedremo, vedremoci. A me piacerebbe avere davanti i tuoi occhi ogni volta che sbatto le palpebre. Avere solo un attimo di incertezza e ritrovarti ogni volta, l'incertezza che serve per tenermi legata a te.
Siamo gente che non può amare, lecchiamo la glassa sui sentimenti e ci brucia la lingua a contatto con il resto del dolce. A noi appare amaro, acido.
Ma chissà che ci vedo, che ci vedo in tutto questo. Un mese e già ti respiro i capelli, mi sveglio la notte e mi avvicino, ti sveglio baciandoti e a volte vorrei non averne mai avuto l'occasione, per conservarti pulito, per non arrivare a quel giorno che sappiamo arriverà.
Vorrei che la teoria dell'universo quantico potesse seriamente essermi d'aiuto in qualcosa, vorrei che non sembrassero sempre bollicine con te, ma che allo stesso tempo fosse sempre e comunque tutto frizzante, vorrei dimostrarti un qualcosa in più, ma non voglio darti certezze.
Ciao, chissà se anche a te piace respirarmi.

mercoledì 7 ottobre 2009

La gente.


Sono quei momenti che lo senti che va tutto veloce, e ti piace, ti piace, ti piace.
Poi arrivano quei momenti che lo senti che la velocità ti ha ubriacato, e ti svegli la mattina senza ricordi, e ti svegli la mattina pieno di amarezza.
La mia droga è un alcool diverso dal vostro, la mia droga è la gente.

La mia droga sono gli imput, le aspettative, le novità che sanno di calzini puliti.
La mia droga sei tu che sei davanti a me, quello che posso strapparti, quanto posso entrarti dentro.

martedì 29 settembre 2009


Netlog ha bloccato agli utenti l'accesso a questo blog. Al mio blog.
Sono così scomoda?

martedì 22 settembre 2009

La nostra fine e ogni nuovo inizio.

"Sono tornato e ho fatto finta di riordinare casa sistemando a caso le cose quasi come se fosse davvero la mia casa; e non immagini la pena di trovare il tuo cuore-aquilone impigliato tra i rami di un albero spoglio che spera ancora in un soffio di vento...
io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto,
ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa,
inviolata dai capricci del mare."

Questo è a te, questo parla di Noi.

"Non so niente, ma so che col tempo cadono anche le stelle. Lo so."

giovedì 17 settembre 2009

Giudizi.

Io sono esasperata, sono esasperata dal giudizio della gente e dal fatto che la gravità delle tue azioni sia sempre, anche se non te ne accorgi, relativa al sesso a cui appartieni.

martedì 15 settembre 2009



By Sophia Sanchez & Mauro Mongiello. (Olga Sherer in the second one) <3

sabato 5 settembre 2009

Tim Walker.





He really, really, really, really makes me go crazy.
Great photographer.


[Riconosco che con post come questi ricopro perfettamente il ruolo della indie-girl-passion-for-fashion media, ma non mi cagate il cazzo.
Studio design al quarto anno, mica mi è presa adesso. Boia.]
E' molto dolce la nostra fine,
è di piume,
è aprire gli occhi durante un bacio.

sabato 29 agosto 2009






Baciare, oltrepassando il naso, senza perdere il contatto.

giovedì 27 agosto 2009

Amore mio infinito

Ho visto il cielo blu a Milano.
L'ho visto sopra una Milano omofobica e guardona e ho distolto lo sguardo solo per poterlo posare sui tuoi occhi appena usciti da un romanzo di Aldo Nove: ci sono delle perfezioni che sono proprio così. E anche se sei a Milano e ha appena piovuto per una notte intera, c'è il cielo blu, il mare.
Quelle piccole perfezioni che non si possono spiegare.
Ho respirato aria di mare a Milano. L'hai portata tu.

domenica 23 agosto 2009

Il nostro colore è il BLU. Non perdiamo il MESSAGGIO magico.


Mi svegliavo con il blu dei tuoi capelli tra le ciglia e allungavo i piedi per misurare il calore della sabbia ed indovinare l'ora. E poi guardarti.
Di notte erano sempre le quattro e trentacinque, di notte metto sempre i calzini, di notte ti amo.
Ho respirato per venti giorni e stamattina mi è mancata l'aria.
I gesti nati con noi per essere compiuti a quattro mani, diventano vuoti se tento di attuarli ora.

Sostanzialmente non riesco nemmeno a rollarmi una cartina se non sento il tuo respiro vicino.

Mancanza e venti giorni di trasformazione.

E' stato un turbine, un flash, un tiro di canna ben caricata.
E fu così che nacque il movimento Easy, presto vi farò avere il manifesto.

E stamattina ho riempito di lacrime il cuscino pensando al motivo per cui ti-amo-nel-senso-che-ho-interesse-e-cura-per-te:
perchè non agisci mai motivato dalle aspettative altrui. Ne tieni conto, ma ti muovi di un movimento tuo.E perchè sei Imprendibile. Ho fatto gulp-gulp per due ore buone e poi mi sono buttata sulle foto, per non pensare, e ho prodotto un pò.

Dopo tanti progetti, sono finita anch'io ad ascoltare Pink Floyd e a fumare dopo il sesso.
Però ho imparato anche ad ubriacarmi d'ossigeno e del colore della tua iride.

domenica 2 agosto 2009

Oggi.


I'm leaving.
Presto dedicherò un post ad una cosa che pensavo ieri sera, ora ho poco tempo, ma la cosa era interessante.
(Ho bisogno di concentrazione per scrivere sensatamente.)
Tra 35 minuti partirò per Matera. Negli ultimi due giorni sono stata benissimo.
Ti voglio un bene dell'anima.

giovedì 30 luglio 2009

Ora scriverò da persona normale (teenager media depressa.)

Ho scoperto questa figata di applicazione che permette, a chi non parla italiano, di tradurre ogni post direttamente dalla mia pagina, selezionando solo la lingua di cui si ha bisogno.
E' lì in alto a destra: selezioni e clikki. E booom.

C'è un solo, piccolo, problema: le traduzioni sono quasi del tutto sballate. ahah.

Chissene, tanto l'italiano è la lingua più bella del mondo, i miei post avrebbero perso tutto se tradotti in inglese.

Quest'estate sta proseguendo abbastanza decentemente. Perseverano i soliti problemi, però. Per tre giorni non sono riuscita a chiudere occhio per l'intera notte, così ieri ho deciso di utilizzare qualche metodo un pò illegale, ma bello potente. Ho dormito senza spostare nemmeno un muscolo fino alle 11 del giorno dopo. WAO.

Sto per partire per la basilicata, dal 3 al 15. Forse verrà anche L. E lì sarà piena distruzione, cazzooooo.
La mia donna è bellissima.
ciao

venerdì 24 luglio 2009

N.


Oh, cazzo, questa mania di produrre pomposi pensieri profondi mi porta a perdere gli Attimi.


Ieri ho vissuto un Attimo.
E' stato nel momento in cui ho rinunciato a mettermi comoda per sentire il contatto del mio orecchio con la tua pelle.
Avrei potuto usare il cuscino, e invece ho preferito svegliarmi con il torcicollo.
E questo vuol dire qualcosa, so che l'hai capito anche tu.

"Potevi dirmelo".
Ma che gusto c'è a spiegare sempre con le parole?
Pensa a Gorgia e tutta la sua solfa sul correlato ontologico, pensaci un attimo e prova a capire quanto cazzo aveva ragione.

Non avevo di certo intenzione di banalizzare le mie intenzioni di svegliarmi con il torcicollo con una serie di lettere combinate tra loro; Non capita spesso che il mio egoismo ceda così visibilmente, perchè utilizzare fiato per descrivere un momento così raro, rovinandolo?

sabato 20 giugno 2009

Quando "comunicazione di massa" significa "distruzione di massa".


Pier Paolo Pasolini aveva già intuito i cambiamenti sociali e culturali prodotti dalla massificazione televisiva. Iniziò ad accorgersi che tutti i giovani di borgata avevano iniziato a vestire, comportarsi, pensare in modo analogo. Se prima di allora per Pasolini si poteva distinguere un proletario da un borghese, oppure un comunista da un fascista, già agli inizi degli anni '70 non era più possibile: la società italiana si stava già omologando a macchia d'olio.Pasolini chiamò questi fenomeni mutazione antropologica, prendendo a prestito il termine dalla biologia. In biologia la mutazione genetica è determinata prima dalla variazione e poi dalla fissazione. Nel caso della "mutazione antropologica" la variazione delle mode e dei desideri della collettività è decisa prima nei consigli d'amministrazione delle reti televisive nazionali e poi viene fissata nelle menti dei telespettatori tramite messaggi subliminali e pubblicità.

Desiderio dell'essere di sesso maschile medio in ere di consumismo e capitalismo.


mercoledì 17 giugno 2009

domenica 7 giugno 2009

Il Bacio.

Mi respiravano gli occhi e le mie mani tossivano, raccontando una storia inventata.
I capelli camminavano sul vento.
E ad un certo punto le nostre dita si sono incrociate.
E l'ossigeno è diventato talmente tanto che sono soffocata.


(Riflessioni riguardo un futuro prossimamente passato.)

giovedì 4 giugno 2009

Respirare autodistruzione.

Ad un certo punto mi stavi parlando e io non ho parlato più.
Mi sarei nascosta correndo tra le attaccature dei tuoi capelli e avrei vissuto in un cappello, se solo il mio bramare novità non mi avesse inghiottita prima.
Ma LO GIURO, sto resistendo.
Sento che questa volta è un misto, un misto che mi porta a desiderare l'implosione e stritola le mie ossa facendomi stringere i pugni, ancora più saldi sui tuoi capelli,
ora più corti,
ma che, in ogni caso, non possono sfuggirmi.
Te lo giuro che il nostro futuro lo respiro ancora, ho i polmoni pieni di smog e di esplosioni,
la sento dentro quell'autodistruzione che porterà al nuovo mondo.
Le parole mi scivolano dalle tasche e io tento di raccoglierle, ma mi cadono nei tombini.
Non posso smettere di correre e allora lascio che si perdano, alle volte.

Quelle che sono riuscita a salvare sono tutte qui per te.

lunedì 1 giugno 2009

Dopo Noi.

Stare con te è più divertente che stare con un'amica

e più intenso che stare con la propria fidanzata.

giovedì 21 maggio 2009

caratteri recessivi.

Ogni volta che scopro di preferire caratteri recessivi nelle persone, mi sento banale.
Perchè sento che, la maggiorparte delle volte, li preferisco solo perchè sono tali, non perchè appaiano veramente migliori ai miei occhi. (ciò è comune a molti.)
Ma, in fin dei conti, io amo la particolarità, l'unicità.
quindi è normale che preferisca l'elite di esseri umani che presentano particolari caratteri. Insomma, a me piacciono le elite.
Il rapporto tra soggetto e oggetto da il gusto, però,
non dovrei essere influenzata dal "concetto di elite".

Sostanzialmente il problema è che non riesco ad evitare l'influenza da parte delle idee della pluralità degli individui che formano la società in cui mi trovo a condurre la mia esistenza.

martedì 12 maggio 2009

in effetti sbaglio ad ostinarmi a tenere la mano a chi sa camminare da solo.

buonanotte.

buonanotte a me, buonanotte te, buonanotte a quelli come te, buonanotte alla corsa all'ultimo numero, buonanotte a Boccaccio, Petrarca e quella stronza di Laura, buonanotte ai divani scomodi e alla mia schiena storta, buonanotte all'ora di cena e al frigo vuoto, buonanotte ai miei pensieri privi di correlato ontologico.

martedì 5 maggio 2009

70 centesimi di pensieri rivolti a te.

la tua assenza sa di notti insonni.

sei la mia illusione che sa di zucchero.
scrivo su fogli d'album da disegno,
piango su fogli d'album da disegno.

quello di domattina sarà un buongiorno nuovo,
un buongiorno vuoto di parole di ieri e pieno di parole di domani.

tu sei il mio segreto, ma forse ho bisogno di raccontarti a qualcuno.

martedì 28 aprile 2009

Tu mi manchi e mi asciugo le lacrime con gli stracci che uso per sfumare i colori sulla tela.

è bello vedermi le guance azzurre, è l'unico colore in questa notte che si prospetta infinita.

giovedì 23 aprile 2009

notte.

lei è l'unica, l'unica che posso baciare e poi dimenticare, che cambia sapore ma mi fa sentire sempre a casa.
mi piace chiudere gli occhi solleticati dal sole, le mie pupille non lo reggono, perchè sforzarle?
mi chiedono di spalancare le palpebre nell'ombra, le mie pupille.

ai miei occhi piace mordere le stelle.

martedì 21 aprile 2009

meduse e basta.

dai diari di ottobre 2008.
mi lecco il labbro rotto e ripenso a questo pomeriggio, al secchio pieno di cachi marci e gelatinosi che ondeggiavano mettendo in moto il carro.
non ho potuto fare a meno di notare la loro incredibile somiglianza con le meduse, quelle che d'estate trovi morte sul bagnasciuga.
e ho pensato: che triste la vita di una medusa,
nessuno, ne son un'altra medusa, vorrebbe mai starle accanto.
poi ho pensato all'uomo.
quale altro animale vuole davvero stargli vicino?
siamo solo delle meduse col cervello,

che ci rende ancora più urticanti.

domenica 19 aprile 2009



mi piace infilarmi i jeans appena lavati e sentirli più aderenti del solito; quasi come li vorrei.
mi fa sentire adeguata.


adeguata?

venerdì 17 aprile 2009

inside.

è bello lavarsi con lo stesso bagnoschiuma e poi provare a confondere i nostri odori...

mercoledì 15 aprile 2009

N-"voglio baciarti sull'autobus vuoto su cui sono ora..."
A-"in questo momento, un autobus vuoto alle otto di sera a forlì mi sembra il posto più bello del mondo"

tu.

riaverti è come stropicciarsi gli occhi dopo una giornata intera passata con indosso un trucco pesante.
è come sedersi sul piano doccia con l'acqua che batte sulla testa e massaggia la schiena.

domenica 5 aprile 2009

ho voglia di andare ad una mostra d'arte contemporanea zampettando sul rumore pungente di un paio di stivaletti dai tacchi a spillo,
sfoggiando un rossetto rosso fuoco e una chioma ossigenata.
sono solo fuori posto, è questa la parte più grande del problema.

domenica 29 marzo 2009

mi sanguinano le gengive e i miei capelli sono troppo sottili.
i miei occhi sono tondi e castani, e nessuno li vede.
avrei voluto essere una di quelle ragazze con in faccia un neo speciale e le labbra rosse. un bel neo alla Marilyn e un rossetto della maybelline.
vorrei scavalcare tutti gli standard e poi distruggerli.
distruggerli con il mio naso storto e i miei occhi marroni.
il lobo del mio orecchio presenta un carattere recessivo, ma nessuno l'ha mai notato; sono come un occhio verde velato da una lente scura.
la bellezza non ha nè forma nè colore, si veste di standard.
vi prego, datemi un posto nuovo, delle note nuove, guardatemi con occhi vuoti!

lunedì 23 marzo 2009

insomma, indossare un piumino rende così goffi.
ho sempre odiato i piumini, ho sempre odiato l'inverno.

mi sono scolata 180ml di Vicks Tosse e ora o divento Dio, o muoio.

domenica 22 marzo 2009


oh, sono così maledettamente astemia.
oh, non ho bisogno di spendere più di 10 euro perchè tutto diventi easy.

il bello, però, è che non ne ho bisogno.
easy = boring.

oh, ho tastato le tette alla libertà, oggi 21 marzo 2009.

domenica 15 marzo 2009

ragazzi, gli ultimi tre giorni sono stati i tre giorni in cui ho capito di non essere davvero indifferente nei riguardi di ogni essere vivente.

Ciao, mi chiamo N e sono un'imparanoiata.
Ciao, mi chiamo N e solo a volte so godermi la vita.

il problema sono io o sei tu? siete voi?
il problema sono i luoghi comuni.

mercoledì 11 marzo 2009

brutta originale.


e stasera volevo andare a vedere i Portugal al Diagonal, ma, udite udite,
me ne sono dimenticata.
mi sono dimenticata di un concerto!
è preoccupante.
mi ha dovuto chiamare James Turner per ricordarmelo, ma era già troppo tardi.

domani mattina,
oppure stanotte, (preferisci l'inizio o la fine?)
parto per Castel del Monte (Puglia) e non so se tornerò viva o no.

vorrei un paio di occhiali alla moda, la moda vera.
vorrei gli occhi che vanno all'insù, magari anche il naso.

certe cose mi sembrano così effettivamente il correlato ontologico della perfezione che non riesco a concepire che non vengano considerate tali da ogni essere vivente presente sulla terra.
questa cosa ogni tanto mi distrugge, spezza ogni mia convinzione.
la relatività, che tanto amo, mi uccide.
mi accontenterò di essere una brutta originale.

venerdì 6 marzo 2009

voglio un paio di creeper,
voglio un paio di orecchie nuove,
voglio un pò di perspicacia.

un paio di amiche del cuore,
un cinema pieno di gente,
un film del cazzo.

un letto e un motorino.

com'è che dite voi? ti amo?
ok, ti amo.

non posso sempre sembrare interessante a tutti.

giovedì 5 marzo 2009

no sentimenti. stronzate new age?


"Ho fatto finta di pensarti come ad una conchiglia ancora chiusa, inviolata dai capricci del mare.
e poi ho pregato gli dei che non esistono di strapparti ai rimedi che fingi di attuare per incastrare insieme le frasi di una canzone senza note in cui dici che non ci sarebbero state stelle in cielo quella notte perchè Dio le avrebbe conservate per una notte migliore.
ho pensato a quanto sarebbe stato bello avere avuto un cane da portare fuori a pisciare.

Non so niente, ma so che col tempo cadono anche le stelle. lo so.

sono tornata e ho fatto finta di riordinare casa sistemando a caso le cose quasi come se fosse davvero la mia casa. e non immagini la pena di trovare il tuo cuore-aquilone impigliato tra i rami di un albero spoglio che spera ancora in un soffio di vento...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto, ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa, inviolata dai capricci del mare..."

ho pensato a quanto serebbe bello e brutto avere quello che si vuole e non si vuole allo stesso tempo.
ho pensato a quanto sarebbe bello e brutto averlo adesso.
mi sono resa conto che ce l'ho.

domenica 1 marzo 2009

apatia e freddo.

apatia e freddo della domenica mattina.

la domenica che ti stringe in una morsa e non riesci a respirare.
torni poi a prendere aria il lunedì,
ma il troppo ossigeno ti fa male alla testa.

apatia della domenica:
ti uccide.

martedì 10 febbraio 2009

mi sono rotta.
oggi 9 ore, sono tornata a casa alle 18.10 e mi sono mangiata un pacco intero di kinder cereali. magari mi cresce un pò il culo, sono sottopeso di 11 kili.

sento l'inutilità del tempo che passo con il culo su quegli sgabelli che mi scorre nelle vene, mi stordisce, è come un bad trip.

P., solo tu.

domenica 8 febbraio 2009

oggi.

non so più a che punto voglia stare.
stamattina primo ingaggio: set fotografico per un gruppo death.


non trovo lavoro, cazzo, non trovo lavoro, cazzo.