mercoledì 25 novembre 2009

L'immenso intorno oltre il contorno.

Ti svegli ti trucchi ti lavi ti vesti non riesci a fare colazione perche' sono le sette e ventisette prendi l'autobus ti lamenti per la pioggia compri le cartine fumi una sigaretta stai seduto sei ore te ne vai a casa ti rompi le costole dormi e cerchi di nascondere a te stesso attraverso la routine che c'e' dell'altro c'e' dell'immenso che ti contorna che si infrange sui tuoi spigoli che lo buchi con i gomiti, che non puoi sapere se lo ferisci o meno perche' hai scelto di non interessartene per tenerti stretto cio' che credi siano le cose piu' importanti.
Secondo me, quelli che impazziscono, e' perche' hanno scelto di scoprire l'immenso intorno oltre il proprio contorno. Sai non sono quelli come Platone che impazziscono che finiscono per uscire completamente dallo schema perche' sono proprio quelli come Platone che creano gli schemi e sono rassicuranti rigidi senza spigoli su cui si rischia di sbattere la testa ma il problema e' che non prendono in considerazione l'immenso.
Partendo con l'idea di studiarlo e scomporlo finiscono per dimenticarselo a forza di rinchiuderlo in scatole sempre piu' piccole.
Quelli che impazziscono sono quelli che capiscono di essere in mezzo al tutto e di essere troppo piccoli per contornarlo con le braccia dell'intelligenza.
Siete ignoranti, riconoscetelo!
Insomma, se non ci illudessimo di avere il potere di concepire l'universo non arriveremmo mai al crollo relativo al riconoscere che invece non ne abbiamo la possibilita'.
Dovremmo accettare di essere piccoli ed ignoranti senza grosse possibilita' di miglioramento fin dalla nascita e non perdere tempo con ragionamenti inutili riguardo il senso della vita.

Allora, il fatto e' che stai qui aspetti di uscire aspetti il pomeriggio aspetti la pausa pranzo e non ti rendi conto che la vita di tutti noi in questi anni zero vivi ma morti non e' altro che un continuo aspettare una pausa dagli obblighi che ci siamo autoimposti nell'illusione di raggiungere un tenore di vita migliore che non e' costituito d'altro che da nuove autoimposizioni atte a mantenerlo o a migliorarlo ancora finche' non ti ritrovi sotto terra e hai speso tutta la vita ad aspettare pause pranzo.
Insomma prendete un attimo in considerazione che mentre noi aspettiamo la pausa pranzo c'e' tutto un infinito che ci corre intorno come se fossimo nel passaggio tra un formicaio e un pezzo di pane secco incustodito: il caos primordiale organizzato.
E, spostando lo sguardo un po' piu' lontano, un po' piu' grandangolarmente, ecco gli altri atomi nell'atmosfera poi l'ozono il resto dell'universo e mentre aspetti la tua pausa pranzo un'infinita' di mondi si formano attraverso il clinamen un sacco di minuscole particelle per un attimo cambiano direzione costituiscono un altro tutto un infinito nell'infinito un universo nell'universo con le nane bianche rosse e tutto e le implosioni e le esplosioni e migliaia di nascite e di morti di cose orgasmi fecondazioni altri aspetti degli stessi, contatti fluidi mitocondri unghie mangiate buchi neri affamati tramonti di altri soli

Io, guardate, preferirei osservare ed aspettare la nascita di una stella piuttosto che una pausa pranzo.

Ora di religione?

Ha suscitato reazioni contrastanti, il mese scorso, la proposta di inserire l'insegnamento della religione islamica a scuola, pervenuta da parte del ministro allo sviluppo economico Alfonso Urso.
C'e' chi sostiene, ponendosi quindi contrario a questa nuova idea, che il cattolicesimo debba ancora prevalere e costituire l'ossatura portante dei programmi scolastici, mentre altri propongono "l'ora delle religioni", in cui gli insegnanti prenderebbero in considerazione non solo cattolicesimo e islamismo ma tutte le possibili interpretazioni terrene di Dio.
Ci si deve pero' porre il problema della mancanza di tempo, motivo per cui nella scuola la religione cattolica continua a prevalere, insieme alla letteratura italiana, rispetto a quelle relative ad altri paesi.
Ma a questo punto mi ritrovo a chiedermi il motivo per cui, oltre al cattolicesimo, la proposta sia di approfondire l'insegnamento dell'Islam e non di qualsiasi altro credo; si tratta, a quanto pare, semplicemente di una questione di numeri: l'islamismo nel nostro paese, dopo la religione cattolica, prevale in percentuale rispetto alle altre confessioni.
Ma questo, a parer mio, non basta.
Posso capire che, in mancanza di ore da dedicare alla cosa, la religione cattolica prevalga, essendo il nostro uno Stato concordatario, cosa che conferisce ad essa uno status di religione di Stato, ma riguardo all'Islam non ci troviamo nella stessa situazione.
L'ideale sarebbe, ovviamente, trovare il tempo per approfondire ogni tipo di confessione religiosa ma, non avendone la possibilita, "l'ora di Islam" non mi pare in nessun modo una proposta da prendere in considerazione. Riprendendo il pensiero di Giovanni Morandi, sostengo si tratti di una soluzione semplicistica e poco ponderata.
Se avessi il privilegio di trovarmi nella posizione di poter avanzare proposte di possibile presa in considerazione, proporrei di eliminare del tutto l'ora di religione come tale ed aggiungere al suo posto un'ora extra di storia che permetta un approfondimento nei riguardi di ogni credo religioso.
Non mi pongo assolutamente il problema di far fronte alla possibile replica della Chiesa cattolica, che parlerebbe di relativismo e del fatto, quindi, che in questo modo le religioni parrebbero poste tutte sullo stesso piano; il motivo e' che, con la mia idea, proporrei una mentalita' totalmente nuova attraverso cui considerare l'insegnamento della religione nelle scuole, che non permetterebbe la nascita di polemiche simili.
Questo nulla toglie allo status della religione cattolica in Italia, che resterebbe comunque tale.
Sostengo solamente che l'edificio scuola non si tratti di una Chiesa, come ben si puo' notare, e che i suoi doveri riguardo la religione differiscano non di poco da quest'ultima.
L'istituzione scolastica non ha il compito di considerare gli studenti come fedeli, ma come cittadini italiani che necessitano di esercitare il proprio diritto allo studio.
La mia idea e', quindi, che la religione non debba essere "insegnata", ma riportata come ogni altro movimento storico e che ogni studente possa riconoscersi o meno in essa.
La scuola ha il compito di permettere ad ogni ragazzo di formare il proprio bagaglio culturale e di aumentare la propria capacita' critica, in modo da saper gestire le informazioni che ogni giorno gli pervengono.
Anche se la religione cattolica e' considerata religione di stato, sostengo che ogni individuo debba prima venire a conoscenza della storia e delle basi di ogni possibile confessione religiosa e poi prendere in considerazione o meno l'idea di praticarne una.
E quale posto e' migliore della scuola per fornire un'oggettiva e panoramica argomentazione riguardo ogni tipo di religione?
Quale posto, ribadisco, puo' essere migliore di essa nel far fronte all'importante compito di appesantire il bagaglio culturale di ogni individuo?

giovedì 19 novembre 2009

Coperte d'invetriato.

Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi un macchiato freddo e spero che non troverai mai il modo di arrivare a questo blog perche' sarebbe imbarazzante, perche' non sei il tipo da implicite dichiarazioni, o perlomeno non lo sembri.
Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi un tratto-pen di quelli gialli col tappo che cambia a seconda del colore e spero che i nostri giorni non finiscano in suoni acuti ma cupi e come le giornate d'inverno che fa buio alle quattro e se abiti un po' tra le montagne anche alle tre e mezza. Io vorrei che Noi fossimo il ventun giugno.
Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi una scatola di cartone e dentro mi ci vorrei chiudere e portarti con me e tenerti stretto il piu' possibile e se dovessimo morire dicono gli Smiths che to die by your side is such a heavenly way to die.
Se mi chiedessero cosa mi ricordi te io direi della terra cotta, ti coprirei con una coperta d'invetriato e ti renderei eterno, renderei eterni Noi. Sulle unghie porteremmo smalto bianco stannifero.

mercoledì 18 novembre 2009

Questa e' una delle cose piu' belle che abbia mai letto:

"C'era un silenzio per dire che ogni spazio giunto
a separare le parole era un modo per esprimere amore. Volevo fosse,
quel silenzio giunto a separare le parole in modo che ciascuno spazio
esprimesse amore, semplicemente infinito."


Questo e' cio' che io reputo bellezza vera, quando ogni lettera traspare amore, quando per un attimo hai chiaro il significato di queste due parole che in realta' il significato non ce l'hanno: Bellezza e amore.

Ammirazione e flusso di coscienza. (Con verbo presente, perche' a me piace cosi')

Aldo Nove io amo Aldo Nove IO lo amo, ALDO NOVE, io AMO.
Non sono mai stata capace di scrivere con la musica in sottofondo, pero' mi piace farlo in mezzo alla gente e mi piace che le persone che non conosco poi possano leggere, cosi' tutto quello che dopo sanno di me e' quello che so trasmettere con le mie parole e io voglio sapere cosa riesco a trasmettere quando metto in fila sillabe e mi corrono le mani.
Mi piace bere le tisane la sera e sedermi in poltrona come le ragazze bellissime dei film, con le ginocchia al petto e la tazza grande che fuma e bere a piccoli sorsi con i capelli spettinati e lo smalto scrostato sulle unghie. Mi piace che mi si bagnano le ciglia con il vapore e che dopo un po' devo cambiare posizione perche' mi si addormentano le gambe. Mi piace quella sensazione che provo quando utilizzo il tempo del verbo sbagliato, e lo faccio apposta. Mi piace e sorrido di un sorriso di una che trasgredisce.
Papa' mi diceva sempre che per violare le regole bisogna conoscerle alla perfezione.
Per questo, chi non ha studiato la grammatica davvero, non puo' utilizzare il flusso di coscienza.
Io della grammatica ne ho piena ogni cosa, se mi fanno il test del capello risulta anche li', "c'e' presenza di grammatica qui".
Se dovessi morire in questo momento vorrei abbracciare le mie insegnanti di italiano delle elementari e delle medie, poi una di quelle delle superiori. Grazie per la grammatica gli direi, e ad una di loro direi anche grazie per Aldo Nove, perche' me l'ha fatto assaggiare quando avevo tredici anni e io ho provato cosa voleva dire la totale ammirazione per qualcuno e di questa ammirazione se ne e' presa anche un po' lei.
Io nelle verifiche di grammatica prendevo sempre insufficiente. Anche in quelle di grammatica inglese.
Ma ho scoperto un segreto, andando avanti, ovvero che bisogna leggere e ascoltare. E adesso eccomi.

lunedì 16 novembre 2009

Disinformazione.

E mi piace farmi ispirare dai cervelli altrui, ma bada bene non parlo di strani giri di parole per non arrivare a nulla, dico le vere interessanti produzioni che la materia grigia puo' offrire, in questo buisness dell'arte.

Mentre dormo stai respirando tutta l'aria intorno a me, in modo da lasciarmi soffocare al mio risveglio. Sento che la ingoi, nel dormiveglia, fai rumore. Presto non avro' modo di rendermi conto nemmeno di questo, in quanto il vuoto intorno non permettera' piu' la diffusione del suono.
Nel portafogli ho la tua foto. Come se fossi morto.

Il naso ieri sera mi sanguinava e io disperdevo piastrine su fazzoletti sporchi sul tavolo della cucina e non avevo ben chiaro cosa fare in quanto le teorie differiscono non di poco, riguardo questa tematica.
Non sapevo se dovevo bagnarmi i polsi, alzare lo sguardo in alto, fare tutte e due le cose insieme, soffiarmi il naso, tamponare e basta, suicidarmi, bere al contrario, prendere uno spavento, trattenere il respiro. Mi sto confondendo, sara' che soffro spesso di singhiozzo.
E allora tra tutte le opzioni ho scelto di tamponare e di agitarmi fino a che non fosse passato e di pensare che bestemmio troppo e allora Dio che e' morto mi manda le punizioni dall'aldila'.
Quando avevo sette anni un giorno ero su un traghetto in sicilia e mio padre mi disse guarda i tonni e io risposi "ma io vedo solo pesci" perche' con lo sguardo cercavo scatolette galleggianti.
Questi sono gli anni in cui nasci e cresci credendo che il latte nasca direttamente nei Tetra Pak, che il culo di una gallina sia troppo stretto per far si che ne esca un uovo, che non esistano abbastanza risorse per sfamare il terzo mondo.
Vado in piscina e sguazzo nei luoghi comuni, sulle rive della riviera i bambini col culo a mollo affermano che i negri puzzano, l'acqua e' contaminata. Dalla disinformazione.
Quando necessito di farmi due risate, non ho nemmeno bisogno di cercare un film comico su Megavideo; dato che non sono abbonata, poi, la pausa obbligata che mi spezza il film al settantaduesimo minuto, mi infastidisce.
Quando ho voglia di ridere, accendo la TV e aspetto il tg4.

sabato 14 novembre 2009

Io non mi capisco.

Sai cos'era che mi faceva sentire reale?
Che ci fosse un filo che legava la tua testa ai miei gesti, e che ci fosse quindi qualcuno che sapesse decifrarli e ti riusciva tutto alla perfezione.
Che mi facesse pensare che, anche se non sapevo capirmi io, sapevi farlo tu e potevo chiedere a te prima di prendere decisioni.

Vescica natatoria.

Oggi e' come quando ero ubriaca per il motivo per cui per due anni, poi, non ho voluto piu' esserlo.
Ho deciso che devo imparare a lasciare la mano della punteggiatura, a vomitare un po' di parole senza legarle ad un guinzaglio, a lasciare che il guinzaglio glielo metta chi vuole portarsele via. Io intanto le libero.

Oggi e' come quando piangevo e i polmoni mi scoppiavano e oggi guarda caso ripenso a tutto quello che mi ha fatto gonfiare i polmoni in passato, a quello che era la mia vescica natatoria, che mi faceva stare a galla.
Quando non c'era niente di piu', bello
che fare un giro su un marciapiede qualsiasi con te perche' c'era una mano che teneva la mia la quale non aveva mai intenzione di dimenticare di decifrare il mio cervello malato e farlo diventare piu' leggero, avendo sempre in bocca il suono di cui avevo bisogno e che bramavo per raggiungere un attimo di glassa dolce sulla torta dei miei sentimenti.
Si gonfiava, la mia vescica natatoria, quando era la prima volta che chiudevo gli occhi dopo l'amore su un letto dalla parte umida perche' devo ammetterlo, ho sempre preferito quella, dopo il sesso, perche' io non apro mai le finestre, mi piace il suo odore.
Si gonfiava del tuo respiro, non del mio, perche' dormivamo naso contro naso e ingurgitavo tutta la tua anidride carbonica e sentivo di potermici nutrire per sempre, senza aggiungere altro.
Si gonfiava quando ti illudevi che io fossi una persona da stimare e non facevi altro che ripetermi come era bello che ti fossi sempre accanto quando in realta' non c'ero piu' da molto, perche' sono una che sfugge, perche' davvero oggi mi rendo conto di essere incapace di intendere ma capacissima di volere, di essere colpevole di omicidio post tortura.

Sono stata vicino solo a me stessa, ma credo che non si possano cancellare certi attimi in cui sentivo che c'eri tu e non c'era niente di piu', bello.

basita.

Ieri mattina ero seduta su uno scalino.
Ed un pazzo, durante uno schizzo d'ira, e' arrivato al mio fianco e con un calcio mi ha incrinato tre costole. Portandole a toccare il nervo sottostante e a farmi passare le otto ore al pronto soccorso piu' emozionanti della mia esistenza.
La vita non fa altro che stupirmi.

Questo pazzo mi pedinava da due anni, ma l'avevano sempre ritenuto innocuo.

Costole.

Le mie tre costole incrinate hanno cominciato a farmi venire le voglie come le donne incinte.
Qualcosa di balsamico, una spremuta d'arancia, la pasta con i piselli di mia nonna.
Vorrei piu' consapevolezza, vorrei disbrogliarmi, vorrei essere gentile, vorrei vera gratificazione.

E' pesante per il mio stomaco, digerire quest'aria ripiena che respiro. E' come il sugo alle cipolle.

Mi vesto bene ogni mattina pensando che forse potrei incontrarti.

lunedì 9 novembre 2009

Mi scoppia la testa e vorrei avere a disposizione uno di quei posti che gli adolescenti dei libri usano per andare pensare.
Un giardino, una libreria, un caffe'.

La penna di Anna

I racconti di Anna mi aprono sempre gli occhi, sono affascinata da una capacita' del genere di esprimersi e rendere viva sulla carta ogni sensazione.
Quando lei parla di una mela, puoi assaggiarla,
se parla di un gatto, puoi sentirne la morbidezza del pelo,
se racconta di un torrente, lo odi scrosciare.
Vorrei leggere la sua vita ogni sera, addormentarmi con lei, ma i racconti finiscono sempre troppo presto per i miei occhi voraci e sono sempre troppo svegli.

Io amo, davvero, accarezzare i gatti di Anna. E attraverso questo mi rendo conto che potrei amare anche lei, ubriacarmi di tutti quei sapori e quegli odori di carta.

domenica 8 novembre 2009

Ieri sera, durante i miei deliri da febbre alta, ho avuto voglia di ballare.
E mi sono pentita di non averlo fatto quando potevo e di non averlo fatto con chi volevo.
Ho la salivazione alterata e tra poco mi alzero' per vomitare pensandoti.

Espiazione.

E' kind of fantastic poter fare la donna dal cuore infranto, che ha perso tutto ma sa cosa vorrebbe. E' bello, davvero, ti riempie, avere un soggetto da mettere dopo il verbo "vorrei". E' una sicurezza che ti calza come un paio di scarpe di pelle, decorate a mano fatte fare su misura. E' fantastico espiare le mie colpe cosi', finalmente ricevo quello che mi merito!

Ho voglia di respirarti il collo perche' sei l'unica che ha capito chi sono.

Culi congelati sulle panchine di marmo della stazione.

Ho di nuovo nove anni per un attimo e i treni sono ancora in ritardo.



Non avere niente con se' e nessun modo per raggiungere casa, fumarsi l'ultima canna nel bagno del treno senza nemmeno aprire il finestrino, avere la febbre alta e gli occhi bassi.
Sentire un accento napoletano e avere voglia di rivedere la propria madre.
Riconoscersi in lei.
Eccomi.

mercoledì 4 novembre 2009

biglietto.

Oggi compro il biglietto perche' mi sento sfortunata.
Oggi compro il biglietto perche' di sicuro passeranno i controllori.
Oggi compro il biglietto perche' ieri notte ho perso un treno per colpa di una deviazione della pioggia della borsa che pesava di un ritardo di tre minuti esatti. Oggi compro il biglietto perche' ieri sono rimasta bloccata due ore a Rovereto, senza possibilita' di fare nulla se non di leggere fumetti sadomaso-porno-americani, l'unica cosa che avevo a portata di mano. Oggi compro il biglietto perche', mentre salivo sul treno per Bologna, dopo aver aspettato dalle 17:25 alle 19:25 sotto la pioggia in stazione, mi sono accorta che avevo dimenticato nella casa dove ero stata ospitata il beautycase in cui tenevo tutte le cose materiali piu' importanti per la mia sopravvivenza fuori casa. Oggi compro il biglietto perche' arrivata a Bologna ho dovuto prendere l'unica coincidenza possibile per avvicinarmi a casa, ma non sono potuta arrivarci. Ho dovuto fermarmi a Faenza, il capolinea, e la mattina dopo partire in treno per andare a scuola, senza nulla, che non mi lavavo da tre giorni.
Oggi compro il biglietto e lo timbro pure, perche' mi sento sfortunata.