mercoledì 23 febbraio 2011

Che cosa mi è successo:

Che cosa mi è successo:
La persona che amavo più della mia vita e più di chiunque altro avessi amato prima*, dopo una litigata riguardante una cosa stupida che però mi aveva fatto esasperare tanto da dirgli "Okay, ci lasciamo", ma solo per spaventarlo, ha pensato bene di cogliere la palla al balzo e dirmi finalmente quello che pensava da tempo: ovvero che non mi ama, che non mi ha mai amata neanche "sforzandosi" e non ce l'ha mai fatta con nessuna, che non riesce a vedermi come nient'altro che un'amica e che si, lasciarci è la cosa giusta da fare.
Appena gli avevo detto (dopo la litigata) che non volevo più stare con lui, però, mi aveva pregata di riprovarci, di stare ancora insieme; io ho fatto l'errore di non dire subito di si e fare pace e lui il giorno dopo aveva preso la sua decisione. Ovvero di non vedermi più.
Al che io vorrei sparire e non trovo nemmeno le mie medicine perché mentre stavo con lui non le usavo e adesso non so dove cazzo le ho messe.
Avrei potuto far durare tutto un po' di più.
Lui era perfetto, aveva degli amici perfetti, facevamo tutte cose belle, era bello, avrei voluto leggergli i libri, se solo mi avesse dedicato più tempo, si vedeva che non mi amava, ma lui ogni tanto me lo diceva, C'è da precisare che solo qualche volta l'ha detto per primo, mi ricordo tanto bene quella volta che siamo tornati dai Blank Dogs, i suoi "Ti amo" erano quasi sempre solo una risposta, ma queste cose non le volevo vedere, cioè, glielo dicevo, gli chiedevo ma non ti piaccio ma non mi ami ma non ti va di vedermi e lui diceva ma no cosa dici.
Poi le cose brutte tipo che non mi ama e che non vuole stare con me e che gli era capitato di venire da me senza nessuna voglia di vedermi eccetera me le ha dette al telefono. "Perché se ci vediamo dopo tu piangi e io torno con te e non va bene, poi tra poco ritorniamo al punto in cui siamo ora". Poi io ho rotto i coglioni per due giorni e alla fine è venuto a Forlì, abbiamo parlato per le scale di casa di Thias, a me era morto il cuore, lui mi ha detto le stesse cose senza avvicinarsi nemmeno, poi mi ha abbracciata dopo che io l'ho pregato per mezz'ora, poi gli ho guardato il petto dal collo della maglietta.
Poi non mi ha dato un bacio.
Io gli ho detto che lo amavo tantissimo. Veramente glielo dico tutti i giorni da quasi sei mesi. Non importa.
Ieri gli ho chiesto come fosse possibile che non gli mancassi e lui mi ha risposto Non l'ho mai detto, mi manchi, si, ma non in quel modo. Ma quale modo? Okay lo so quale modo. Ma come?
Quale ingranaggio non ha funzionato per cui lui ora è la cosa più importante al mondo per me mentre io non gli sono assolutamente necessaria?
Eppure gli amici ce li ho, le cose belle mi succedono... ma perché non ha visto quanto potevamo stare bene se solo si fosse tolto dalla testa l'idea angosciante di relazione tra due persone di diverso sesso che ha?
Dice che in realtà nessuna l'ha mai amato, solo io, e allora non poteva illudermi come aveva sempre fatto con tutte.

No vabbè ma vaffanculo.


*Lo so che non esiste amare poco e amare tanto, come dice Benigni, non si è morti poco o morti tanto. Ma era per far capire che non sono mai stata così presa da nessuno.

giovedì 17 febbraio 2011

Vorrei che qualcuno mi uccidesse perché non so farlo da sola.

mercoledì 16 febbraio 2011

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Più in forma, sto meglio, forse non lo è, le foglie, la carne, mi viene in mente la ginnastica artistica, i video tape, casalinghe in casa la mattina, la pioggia, cambia canale. Tre chili in un mese, ho fame, la cheratina, quattro calorie a grammo, ai Daft, l'amicizia, esistono tre tipi di morte. La pronuncia, non c'è barba, buon viso a cattivo gioco, non è vero, coperta, html, studia arte! Recupera le cose, i panini, l'allergìa, lo sterrato, i passi, la noia, attesa, propano e scintilla, non trovo le cose, molestia, faccia tosta, la mela masticata, controfiletto di manzo, quello magro. Qualunquismo, alla fine io, non si può, le scale, l'olio, la seconda a destra. Flying Lotus, è scomodo, ti scuso, Milanò, cantanti froci, c'è limite, aggiornare. L'ABC, sembrava difficile, musica buona solo per scopare, anacoluto, io sto come d'autunno sugli alberi le foglie, la carne e i peperoni. Làvati, balliamo. -"Scrivi Milano." -"Milano mi rifiuto di scriverlo perché chi siamo? Vasco Brondi? -"Okay, allora mettici l'accento sulla o come i Sigur ròs."

(M+F)

domenica 13 febbraio 2011

Arrivare a casa il sabato sera e restare in macchina in giardino ad ascoltare Nero e guardare gli alberi per illudersi di essere tornati un po' più tardi. E' Forlì.

martedì 8 febbraio 2011

Poliziotti in borghese.

Mio fratello Carlo è un babluziente al contrario.
All'incontrario-o-o-o.
Mio fratello Carlo da grande vuole fare il poliziotto. Speriamo tutti che sia solo una fase.
Mio papà sabato gli ha regalato una macchinina. Bianca, decappottabile, tamarra quanto basta per affascinare un bambino.
Carlo l'avrebbe voluta della polizia, si lamentava un po'. Al che io sono andata a farmi la doccia.
Dopo un po' entra in bagno con la macchinina e mi dice: Ina-a-a, papà mi ha regalato questa macchinina che-e-e-e sono i poliziotti quando si travestono-o-o-o per andare nei posti e-e-e non farsi riconoscere!
Grande papà.

mercoledì 2 febbraio 2011

Voglio un uomo che veda le cose piccole. Voglio che il mio uomo veda le cose piccole. Le cose piccole sono ad esempio quelle che vede Anna dei Gatti di Anna. Voglio un uomo -voglio che il mio uomo- dica delle cose come quelle che sa dir lei.
"E c’era questo cliente oggi, sulla trentina,che mi fà : -La mia auto si trova in Via Melette.

-Via cosa?

-Via Melette, come le mele piccoline.

E sono morta di tenerezza."

E voglio che veda le cose piccole nelle persone e poi ci pensi la notte, oppure basta che veda le cose piccole in me e che ci pensi di giorno quand'ha tempo come io penso di mattina di pomeriggio di sera di notte a come si muovono le sue ginocchia quando deve passare in uno spazio stretto e a come si dischiudono un po' le sue labbra quando è concentrato.