mercoledì 27 aprile 2011

giovedì 21 aprile 2011

"Oh, ciao, ho pensato tutta la sera a scoparti."

lunedì 18 aprile 2011

Mi piace mettere sempre la stessa canzone in macchina mentre ti lamenti e intanto promettere che dopo metto quella che metti sempre tu mentre io mi lamento

Mi è piaciuto quando mi hai detto che mi stavano proprio bene le scarpe nere mentre mi alzavo dal tuo divano, mi piacciono i colori delle pareti salmone, ti piacciono i miei occhi, sono bellissimi, con quelle pupille piccolissime sembrano due palle da bowling; mi piacciono i ragazzi che si vede che hanno una linea che gli contorna le labbra e quando i muscoli si tirano non si confondono con il resto della faccia ma resta quel contorno un po' inarcato, mi è piaciuto il giorno che te l'ho detto e tu non so se hai capito che eri uno di quei ragazzi, dopo te lo chiedo, le tue labbra sono enormi, che bisogno c'è dell'equilibrio?
Mi è piaciuto fumare due sigarette alla finestra dentro due coperte, mi piace mettere sempre la stessa canzone in macchina mentre ti lamenti e intanto promettere che dopo metto quella che metti sempre tu mentre io mi lamento, mi piace fare il bagno nella vasca e poi le spinacine, mi piace il tuo divano, mi piace andare nei posti come la Valle del Vento, mi piace quando dormiamo uno girato di qua e uno di là e basta che ci tocchiamo con un solo qualcosa. Mi piace quando ti sveglio di notte e ti dico abbracciami e tu mugugni e non capisci niente e dopo un po' lascio perdere, e la mattina mi dici che invece avevi sentito ma non ti andava di muoverti e io ti perdono lo stesso. Anche perché poi mi porti a scuola. E poi torni a letto. e poi vai in Hdemia.
Mi piace Baths.

giovedì 14 aprile 2011

Mi piacciono le droghe perché soffrire per una dipendenza materiale fa sentire meno il dolore psicologico.
Non ho i soldi neanche per le sigarette, ma mentre penso a quanto ne vorrei una non penso a quanto rivorrei il mio uomo.
Astinenza per coprire l'astinenza mi sembra una giusta soluzione temporanea. Come il metadone dài.

martedì 12 aprile 2011

Il collo come

"Non ti ho chiamata così tante volte solo per dirti delle medicine, ti volevo dire che mi piaci tu."
"Ah."
"Io non ti piaccio neanche un po'?"
"Ho il ragazzo..." Mento.
"Non ti sono mai piaciuto?"
"Bhé, ci siamo sempre sentiti quando ero già impegnata, quindi..."Mento di nuovo.
"Lui non lo lasceresti per me?"
"Sono innamorata..."
"Lo sai che hai il collo come Glenn Gould?"
"Ah, wow." Capito 'Van Gogh' e mi chiedo come fosse il suo collo.
"Lo conosci, Glenn Gould?"
"Sii" Mento ancora. Si mangia le parole, ha la bocca impastata e non capisco.
"Ce li hai i suoi dischi?"
"Ehm, no..." Dischi di Van Gogh?
"Io si. So tutto su di lui, è morto nel 1982, è uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi."
"Fantastico!" Ok, non è Van Gogh.
"Vorrei avere anche io il collo come Glenn Gould.
Se tu mi insegnassi a tenerlo così..."
"Magari un giorno... Ora però devo andare a pranzare."
"Va bene, ciao."
Voglio amare qualcuno che non sia tu.

(io ogni volta che lo vedo mi viene da piangere pianissimo)

sabato 9 aprile 2011

Quando penso a V, penso a quanto lei e il suo uomo siano forchetta e coltello e a quanto io non sia mai nemmeno dello stesso servizio del coltello che mi piace.
E' dolce come mio padre si arrabbi se a tavola apparecchio mischiando il servizio giallo e quello rosso, è di un'accortezza adorabile premurarsi che ogni elemento abbia affianco a sé l'oggetto perfetto per lui.
E' per questo che dio non esiste, se no ci avrebbe accoppiati.

lunedì 4 aprile 2011

Ho sognato come sempre che dovevo guidare di notte, come sempre che dovevo farlo sotto effetto di stupefacenti e che la tua fronte sanguinava, sopra l'occhio destro e io ti dovevo salvare. Ho sognato che stanotte, stamattina, ti portavo all'ospedale, tu non dicevi niente, c'era la musica forte; ti svegliavi proprio mentre io ero bruttissima e non mi volevi lo stesso, anche se ti avevo salvato. Perché ero bruttissima. Stanotte, stamattina, nel corridoio con gli armadietti, due tipi d'Holliwood in Inghilterra e non ti ricordavi di me. Vedi ti avrei portato giù con la macchina piccola, bisogna essere molto belli, ti gonfio le guance con un soffio, impegnarsi per farti ridere, scegliere le scarpe più eleganti, mi piaceva guardare le tue ginocchia, non ho voglia di nulla. Una cosa che mi piacerebbe tanto sarebbe essere invisibile e guardarti.
"Il bisogno che sentiva era quello di un luogo riparato in cui aspettare il mattino, per capire dov'era arrivato e se era un po' più vicino alla meta. Aveva pensato di chiederlo all'uomo della macchina, ma pur nella sua inesperienza sapeva che gli uomini non capiscono bene il gattilico, mentre al contrario i gatti intendono benissimo la lingua degli uomini tra cui sono nati, e così capita che tra gli umani e il popolo gattico la comunicazione presenti molte difficoltà e sia costretta ad avvalersi di segnali non verbali, cosa normale quando esseri primitivi si incontrano con esseri evoluti." Margherita Oggero

sabato 2 aprile 2011

L'altra notte io e Thias pensavamo alle persone che ci piacciono che conosciamo e tutti e due si diceva che ci garba Simonerossi . Saranno gli occhi grandissimi, sarà che suona tutto, sarà che dice cose belle.
Simonerossi è uno che quando ci parli ti sorride con tutta la faccia, che sarebbe a dire con la bocca, i denti, chiaramente gli occhi, le sopracciglia, le ciglia, i capelli, il naso, la barba, eccetera.
E però, quando lo guardi, lo vedi che lui mentre fa tutte le altre ròbe della vita sta pensando sempre a qualcosa di interessantissimo su cui è concentratissimo e che occupa sempre una parte della sua mente. Insomma, siccome ero sballatissima, me lo sono immaginato come se avesse una sezione di tipo circolare nel cervello che è dedicata a pensare a quella cosa importante su cui si deve concentrare. Che appena la risolve, o la scrive, o la compone, poi la cambia e si scervella su una nuova. E' come se non fosse mai tutto tra noi.
Però lo camuffa bene, sorridendoti con tutta la faccia.