giovedì 28 luglio 2011

Quando ti aspetto in Piazza delle Medaglie D'oro

Quando ti aspetto in Piazza delle Medaglie D’oro guardo l’orologio e penso che è più difficile trovarti tra la gente perché non so come sei vestito ma sono felice di non saperlo perché così è una sorpresa e siccome sei sempre in ritardo ho tanto tempo per immaginarti in tutti i modi e sperare che hai le scarpe bianche.

Quando ti aspetto in Piazza delle Medaglie D’oro vorrei che non esistesse la gente e ci potessimo stendere dappertutto, tipo su Viale Pietro Pietramellara, appena arrivi, il quale sarebbe pulitissimo siccome non esistono le persone e noi chiaramente saremmo gatti parlanti anche se scriverlo mi fa sembrare molto stile Officina della Camomilla. L’Officina della Camomilla perde in media un componente al giorno, ieri sera quando l’ho detto abbiamo riso tantissimo, eppure erano così dolci, chi lo sa, glielo chiederemo il perché.

Per la strada ci sarebbero dei cuscini come quelli che mette il bar all’angolo tra Corso Mazzini e Viale Vittorio Veneto in orario aperitivo sugli scalini. Ci faremmo chiaramente l’amore sopra. Saremmo soli e non ci verrebbe voglia di nient’altro.

Quando ti aspetto in Piazza delle Medaglie D’oro ho sempre un sacco di cose da raccontarti ma appena ti vedo per un po’ me le dimentico e a volte non mi tornano nemmeno più in mente. Come quando mi rispondi al telefono: all’improvviso tutto diventa un solo pensiero, che non c’entrava niente: all’improvviso scopro da quel che mi sento dire che l’unica cosa che volevo riferirti è che ti amo.

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